La censura preventiva e l’editto Albertino; il Fascismo e l’articolo 21
della Costituzione che sancisce la libertà di manifestazione del
pensiero. Dal diritto positivo di esprimere le proprie idee a quello
negativo ma altrettanto importante di tacere.
Le interazioni
tra l’articolo 21 e gli altri articoli della Costituzione fino ad
approdare alla trasparenza dell’informazione amministrativa passando
attraverso l’impegnativo lavoro di dottrina e giurisprudenza e il lungo
dibattito sulle concentrazioni editoriali e sul necessario pluralismo
delle fonti informative da garantire anche attraverso leggi antitrust.
Sono gli argomenti e gli approfondimenti del saggio giuridico Senza
bavaglio – l’evoluzione del concetto di libertà di stampa supportati da
una corposissima bibliografia.
La prima parte del saggio offre
un excursus storico-politico-culturale nel quale è maturato il diritto
di manifestazione del pensiero per poi affrontare i più scottanti temi
di attualità nel dibattito sulle concentrazioni editoriali, sul rapporto
tra mass media e potere, sul conflitto di interessi. Il quadro che ne
emerge è desolante per via della mancanza di libertà della stampa sempre
in cerca di risorse e poco cane da guardia nei confronti del padrone
poco editore e molto intrallazzatore. Anche per questo il rapporto di
Réporters sans frontières colloca l’Italia agli ultimi posti.
Approfondito
lo studio dell’articolo 21 della Costituzione e dei suoi collegamenti
con molti altri articoli della Carta costituzionale che garantiscono la
libertà di riunione, di movimento, di religione e via dicendo. Questa
libertà non è comunque ampia perché esistono dei limiti come il buon
gusto, il buon costume e l’apologia del fascismo.
Attraverso
il lungo e faticoso lavoro di dottrina e giurisprudenza si è giunti poi
al riconoscimento del diritto di informare di informarsi e di essere
informati. Concludendo il lungo percorso con le leggi 142 e 241 del 1990
sulla trasparenza della pubblica amministrazione. Il saggio fa parte
della bibliografia della prestigiosa enciclopedia Treccani.
Le avventure del cronista salentino Rosario Saru Santacroce piacciono a chi non può fare a meno di suspense e mistero ma anche a chi semplicemente ama le buone letture
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sabato 11 giugno 2016
giovedì 9 giugno 2016
Il saggio Senza bavaglio di Cesario Picca
Cesario Picca non è solo il padre di Saru Santacroce. Non ha scritto solo i gialli Tremiti di paura e Gioco mortale, i thriller nei quali trovi i colori, i sapori, gli odori e le ricchezze del Salento. Non ha dato anima e corpo al cronista salentino Saru Santacroce che segue le indagini con tanta verve e simpatia aggiungendo un pizzico di erotismo. Cesario Picca ha anche scritto il saggio giuridico Senza bavaglio - l'evoluzione del concetto di libertà di stampa nel quale si affrontano i temi caldi della libertà di manifestazione del pensiero in Italia, la sua evoluzione e i tanti ostacoli a tale libertà.
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