Saru offre la ricetta per sublimare il dolore. È dura fare i conti con un’esistenza violentata e con gli abusi subiti in tenera età. È per tale ragione che il cronista Saru Santacroce denuncia le morbose attenzione degli adulti ai danni dei bambini. E lo fa nel giallo psicologico Vite spezzate.
Ambientato a Londra, vede il detective di Scotland Yard, Sonny D’Amato, alle prese con un serial killer. Qualcuno ha ucciso tre giovani studenti seminando il panico in una Londra già duramente colpita dagli attacchi terroristici. Comincia così una lotta contro il tempo per bloccare un mostro del passato che riemerge nel presente spezzando giovani vite.
Ma un dubbio assale il protagonista di questo thriller. Questo assassino è davvero un mostro o è solo l’ennesima vittima di un tradimento? Un dilemma non facile da sciogliere che affonda le proprie radici nella parte più buia di ciascun essere umano. Perché, come dice Solgenitsin, «la linea che separa il bene dal male attraversa il cuore di ognuno».
Chi subisce violenza da bambino può anche tentare di riprendersi la propria vita. Qualche volta riesce a ritrovare l’equilibrio perduto seppure con grandi difficoltà. Ma spesso rischia di diventare carnefice a sua volta spezzando vite altrui.
Nel thriller psicologico il cronista salentino Saru offre la ricetta per sublimare il dolore. E lo fa seguendo le indagini del detective italo-britannico Sonny D’Amato e della brava e affascinante coroner July Pence.
Le avventure del cronista salentino Rosario Saru Santacroce piacciono a chi non può fare a meno di suspense e mistero ma anche a chi semplicemente ama le buone letture
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martedì 4 dicembre 2018
sabato 23 dicembre 2017
Tanti auguri da I gialli di Saru Santacroce
Tanti auguri da I gialli di Saru Santacroce Tremiti di Paura, Il dio danzante - delitto nel Salento, Gioco mortale - Delitto nel mondo della trasgressione, Vite spezzate
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martedì 10 ottobre 2017
Librerie, Internet e selfpublishing aiutano
Che le librerie chiudano è ormai una triste notizia dei nostri tempi laddove a un buon libro si preferiscono i social e alcuni (forse la maggior parte) non leggono neppure i testi di scuola. È di questi giorni la notizia della chiusura della libreria Zalib a due passi da piazza Venezia nel cuore di Roma contro la cui ineluttabilità si stanno dando da fare dei giovani (i ragazzi di via della Gatta) che ai libri riconoscono il giusto valore. A mio avviso, però, chi gestisce una libreria potrebbe metterci qualche attenzione in più per evitare questa deriva. Oggi la rivoluzione di Internet sta gettando le basi per un cambiamento che ha anche i suoi molti aspetti positivi. Nel caso dell’editoria, per esempio, sta togliendo il potere alle case editrici di decidere chi debba essere letto e chi no. Un processo decisionale che si basa quasi esclusivamente sul clientelismo e sulla conoscenza e non certamente sulla
qualità e vede i lettori come un gregge pronto a sorbirsi tutto ciò che il
pastore gli getta in pasto. Grazie a Internet e al selfpublishing, invece, i
lettori tornano ad essere al centro della scena non essendo un parco di buoi
bensì la reale unità di misura del valore e del talento di chi scrive. E soprattutto,
grazie ai nuovi mezzi è possibile tenere i prezzi bassi che in un momento
difficile come quello attuale non può passare in secondo piano. Ovviamente di
strada da percorrere ce n’è ancora molta, almeno in Italia dal momento che in
America il selfpublishing è una realtà consolidata che funziona benissimo. E in
tutto questo ritardo hanno le loro colpe i media che, spesso foraggiati,
fingono di non vedere le nuove realtà emergenti e gli stessi librai che
sottostanno ai diktat delle case editrici spesso anche solo per pigrizia.
Perché se si informassero scoprirebbero che possono vendere anche i libri degli
autori indipendenti o Indie che nulla hanno da invidiare a quelli stampati
dagli editori tradizionali. Perché indipendente non significa affatto scarsa qualità
essendovi dietro un mercato e una struttura che non teme la concorrenza dell’industria
tradizionale. Perché anche un libro indipendente ha il suo codice Isbn, ha un
buon grafico che ne crea la copertina, un esperto di editing che ne cura i
contenuti, un beta reader che apporta gli ultimi accorgimenti, un’azienda che si
occupa della distribuzione e di tutti gli aspetti pratici e uno scrittore che
nulla ha da invidiare nonostante non gli sia consentito di prendere parte a manifestazioni,
premi o concorsi letterari gestiti e blindati dalle case editrici tradizionali.
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