lunedì 17 ottobre 2016

Sostieni Murder in the Tremiti Isles

In questi giorni il giallo Murder in the Tremiti Isles (traduzione inglese di Tremiti di paura) è in lizza per vincere un contratto con un editore Usa. In questo momento è in prima posizione, ma la strada è ancora lunga. Abbiamo bisogno anche del tuo aiuto per continuare a percorrere questa strada fino al traguardo finale. Per questo ti invitiamo a cliccare sul link di seguito e a premere il cuoricino che troverai sotto il mio nome con accanto la scritta VOTE. Una volta votato il cuore si illuminerà e la scitta diventerà VOTED. Vai su https://www.newwrinklepublishing.com/contest/submissions/ e sostieni Saru e il suo Murder in the Tremiti Isles.

mercoledì 12 ottobre 2016

Da oggi Il dio danzante in offerta lancio

Da oggi su Amazon puoi trovare la tua copia del giallo Il dio danzante - delitto nel Salento, la terza avventura di Saru Santacroce, al prezzo di lancio di 1,99 euro. Buona lettura

lunedì 10 ottobre 2016

Il promo del giallo Il dio danzante di Saru Santacroce

 

Il dio danzante a solo 1,99 euro

Da mercoledì prossimo potrai acquistare una copia de Il dio danzante, il nuovo giallo di Saru Santacroce al prezzo di lancio di 1,99 euro. Vai su Amazon e non perderti questa nuova intrigante avventura che ti terrà incollato dalla prima all'ultima pagina. 

sabato 8 ottobre 2016

Dal 12 ottobre il nuovo thriller di Saru Santacroce

Dal 12 ottobre disponibile su Amazon il nuovo giallo di Saru Santacroce Il dio danzante - delitto nel Salento. Stavolta sarà Difficile fare i conti con le proprie certezze come recita il sottotitolo della storia. Un pericoloso ergastolano fugge durante una visita all’ospedale Vito Fazzi di Lecce seminando paura e terrore. Le difficili indagini per la sua cattura e per il recupero di un ingente quantitativo di lingotti d’oro frutto di una sanguinosa rapina si intrecciano con le bellezze naturali e artistiche di una terra unica come il Salento. La capitale del Barocco, le sue marine, il suo entroterra, i suoi angoli di storia e la foga degli eventi, anche drammatici, che l’hanno segnata fanno da sfondo a questo thriller che vi terrà inchiodati dalla prima all’ultima pagina. Stavolta il cronista salentino Rosario Saru Santacroce gioca in casa e con il suo Il dio danzante (il famoso sciamano neolitico che domina nella Grotta dei Cervi) permette ai lettori di scoprire ancor più da vicino la magia della sua terra. Tanti i risvolti, anche personali e dolorosi, che caratterizzano questo romanzo impastato con la solita verve divertente e graffiante del personaggio nato dalla penna di Cesario Picca. Come nelle precedenti due avventure – Tremiti di paura e Gioco mortale – anche in questo racconto si intrecciano fantasia e realtà, cronaca e racconto, storia e attualità, gusto per la buona tavola e amore per la vita. Con le sue riflessioni e con il colpo di scena finale ancora una volta sarà quanto meno problematico fare i conti con le proprie certezze e le proprie convinzioni.

venerdì 30 settembre 2016

Saru, la lussuria e i lussuriosi

Una volta lesse che il lussurioso è portato a concentrarsi solo su alcuni aspetti del partner come il corpo che diventa il polo dell’attrazione erotica. In tal modo tenderebbe a escludere tutto il resto e arriverebbe a oggettivare quel corpo e a spersonalizzare la persona. Da qui la convinzione di chi scriveva che così facendo il lussurioso non solo non conoscerebbe l’intesa psicologica e affettiva, ma avrebbe anche paura del confronto con un altro essere umano nel quale è possibile rispecchiarsi. Quindi concludeva dicendo che il lussurioso non si vuole specchiare, non si vuole vedere, non si vuole confrontare. Per la religione dominante la lussuria causerebbe un grave turbamento della ragione e della volontà, un accecamento della mente, un egoistico amore di sé che condurrebbe alla negazione dell’amore per il prossimo e all’incapacità di controllare le proprie passioni.
Argomenti assolutamente lontani da Rosario Santacroce che riteneva il corpo importante alla stregua della mente da dove partiva il contatto. Grazie a questo mix giungeva l’appagamento fisico che portava in dote la serenità dell’anima e della mente, l’acquietamento delle pulsioni, l’azzeramento dei problemi, lo spegnimento della propensione violenta e la gioia della condivisione. Se una persona non riusciva a catalizzarne l’interesse, se non riusciva a catturarne la mente difficilmente finiva nel suo letto. A Saru non interessava la semplice ginnastica da camera come è un rapporto sessuale privo di qualsiasi nutrimento psicologico e mentale. Amava il gioco della seduzione che per essere praticato richiede di per sé capacità incompatibili con il non confronto, la superficialità e l’ignoranza. Soprattutto non tollerava l’egoismo in camera da letto…
(Gioco mortale – Capitolo 7 – La lussuria)

mercoledì 28 settembre 2016

Saru, gli atzechi e la grotta dell’amore

Andò dritto verso la sua femminilità abbeverandosi a quella che gli atzechi chiamavano la grotta dell’amore. Le fece sentire a lungo la voglia che aveva di lei finché, ormai pronta, non la penetrò insinuandosi tra le gambe ornate. Avrebbe potuto venire subito riempiendola con il suo nettare e invece il gioco durò parecchio. Le lingue cominciarono a cercarsi e a sfidarsi rincorrendosi in una sorta di danza indemoniata, vogliose di gustarsi il sapore che già sapevano avrebbe inebriato le menti. L’uno abbandonato nella morsa dell’altra per dare corpo all’idea di pos-sesso che non avrebbe mai limitato la libertà dell’altro. Contribuiva il desiderio ad alimentare quelle catene immaginarie che li stava legando in un sentimento che rendeva il loro gioco sempre più esaltante e unico. I colpi erano forti, decisi e ritmati come le risposte di lei che non amava stare impassibile mentre il maschio le offriva in dono quello che le spettava di diritto. Si immolava a quella divinità del sesso di cui era l’unico sacerdote con il potere di attraversare le porte del tempio sacro. Nella stanza non volteggiò neppure una parola, solo gemiti di piacere. Involontarie espressioni di godimento sfuggite al silenzioso controllo imposto dalla cerimonia sacrificale dei sensi e delle menti. Seguì l’esplosione che liberò i corpi dal flagello della sublimazione.
(Gioco mortale – Capitolo 25 – Cibo e sesso)